Otto per mille, la posta in gioco.

20 aprile 2010

Per chi fosse interessato a leggere nel dettaglio come è stata impostata la truffa dell’8 per mille, pubblico la nota seguente:
(chi vuole può diffonderla)

Benedetto XVI nel periodo fascista

Ci avviciniamo alla scadenza per la dichiarazione annuale dei redditi e si ripropone quindi, per ogni contribuente, la scelta sulla destinazione dell’otto per mille dell’Irpef: a favore dello Stato, della Chiesa cattolica o delle altre confessioni religiose (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia)?

Intanto, è bene subito sfatare un luogo comune: il contribuente, con la sua firma, non sceglie a chi destinare una porzione del suo Irpef, ma vota per la ripartizione del gettito derivante dall’otto per mille dell’Irpef di tutti i contribuenti. In parole povere, la scelta di un contribuente con un reddito annuo di 20 mila euro pesa come quella di uno che ha un reddito dieci o 100 volte maggiore. Valgono, insomma, le persone, non i loro redditi.

Il meccanismo di distribuzione dell’otto per mille però contiene un’altra insidia, anch’essa mai pubblicizzata dai media e dallo stesso Stato, che riguarda il modo in cui vengono considerate le scelte non espresse dai contribuenti. Attestandosi sul 60% circa del totale, le ‘non scelte’ possono condizionare fortemente la distribuzione del gettito e, in effetti, è quello che succede.

La ripartizione delle scelte non espresse è proporzionale alle preferenze espresse. Per spiegare meglio il meccanismo, prendiamo come esempio i dati della dichiarazione dei redditi 2001 (gli ultimi noti). Il 60,4 % dei contribuenti non ha espresso alcuna preferenza, il 34,56% ha firmato per la Chiesa cattolica, il 4,07% per lo Stato, lo 0,5% per i Valdesi e il rimanente 0,46% per le altre confessioni.

A fronte di queste scelte, la distribuzione del gettito è stata la seguente: 87,25% alla Chiesa Cattolica, 10,28% allo Stato, 1,27% ai Valdesi e il restante 1,2% alle altre confessioni.

In sostanza, chi non firma per destinare quota parte dell’Irpef si affida alle scelte degli altri, generando l’assurdo che la Chiesa cattolica, indicata da circa il 35% dei contribuenti, riceva più dell’80% dell’intera cifra, il cui valore annuo è stimabile intorno al miliardo di euro. Un cifra che potrebbe essere utilizzata per l’istruzione, per finanziare la ricerca, o come sussidio al lavoro.

E’ interessante, a questo punto, capire il perché lo Stato ha istituito il meccanismo dell’otto per mille.

Dalla entrata in vigore dei Patti lateranensi (1929) e fino alla revisione del Concordato ad opera del Governo Craxi (1984), i preti della Chiesa cattolica ricevevano dallo Stato italiano la cosiddetta ‘congrua’, uno stipendio mensile come risarcimento per i beni confiscati alla Chiesa con l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870 che segnò la fine del potere temporale dei papi. Con la revisione del Concordato, la congrua fu convertita in quota parte del gettito fiscale annuo, l’otto per mille dell’Irpef per l’appunto, ed elargita dallo Stato alla Cei, alle varie confessioni religiose che ne facessero richiesta o allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali.

Ogni tre anni una commissione potrebbe rivedere la percentuale di gettito Irpef da destinare, ma finora non è mai stato fatto, nonostante la crescita del reddito degli italiani abbia sempre più ingrossato il paniere (dai 398 milioni di euro del 1990 siamo passati al miliardo di euro del 2008). Inoltre, le lungaggini parlamentari per l’approvazione di nuovi beneficiari fanno sì che la Chiesa cattolica possa continuare ad usufruire in modo significativo della quota delle scelte non espresse che, come dicevamo, sono la maggioranza.

Ma il contribuente, prima di firmare, dovrebbe anche sapere come viene impiegato questo denaro.

Lo Stato. Dichiara di destinare la sua quota di otto per mille a settori di intervento quali la fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati, la conservazione dei beni culturali. In realtà non è sempre così, sia perché attinge dall’otto per mille per voci di bilancio ordinarie, sia perché parte della quota per la conservazione dei beni culturali viene comunque devoluta alla Chiesa per il restauro di luoghi di culto. Emblematico è ciò che è successo lo scorso anno. Dei quasi 44 milioni di euro di gettito spettanti allo Stato, i 10 milioni destinati ai Beni culturali sono stati devoluti al restauro di immobili ecclesiastici e analoga fine hanno fatto gran parte dei 14 milioni destinati agli “interventi per il sisma in Abruzzo”. Tutte ristrutturazioni che avrebbero dovuto essere finanziate dal fondo “edilizia di culto” compreso nella quota di 8 per mille destinata alla Chiesa.

Insomma, scegliere lo Stato significa spesso scegliere la Chiesa cattolica, anche se la maggior parte dei contribuenti ne è all’oscuro.

La Chiesa cattolica. Beneficiaria di oltre l’80% del gettito, è l’unica ad avere i mezzi per una campagna pubblicitaria battente che punta l’attenzione – prima della scadenza delle dichiarazioni – sulla solidarietà e gli aiuti al Terzo mondo. In realtà, la Chiesa spende circa il 20% della cifra in beneficenza, circa il 35% per gli stipendi del clero e il rimanente 45% è destinato alla voce non meglio definita ‘esigenze di culto’. Chi crede quindi di fare una scelta di solidarietà casca, anche qui, male.

L’Unione delle Chiese metodiste e valdesi. I Valdesi destinano tutto l’ammontare della loro quota a progetti di natura sociale e assistenziale e forniscono un resoconto dettagliato dell’impiego dei fondi. Merita menzione la campagna ‘Facciamo qualcosa di laico’ effettuata con i proventi dell’otto per mille del 2008 e dedicata allo sradicamento della discriminazione basata sulla diversità (di razza, di genere). La rimanente cifra è stata impiegata per finanziare oltre 200 progetti, in Italia e all’estero. Due di questi, in particolare, sono per la ricerca sulle cellule staminali.

Il Sinodo ha stabilito che i fondi ricevuti non siano utilizzati per fini di culto ma unicamente per progetti di natura assistenziale, sociale e culturale. Ha deliberato inoltre che una quota corrispondente al 30% dell’importo totale dei fondi ricevuti dal sistema dell’otto per mille sia devoluta a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo “da realizzarsi in collaborazione con organismi internazionali sia religiosi che laici”.

Le altre confessioni. L’Unione delle comunità ebraiche italiane utilizza i fondi per formazione culturale, tutela delle minoranze e attività sociali; l’Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno per interventi sociali, umanitari e culturali sia in Italia che all’estero; la Chiesa Evangelica Luterana in Italia alle spese di evangelizzazione, agli stipendi dei ministri di culto, ad opere sociali, alle missioni, a iniziative culturali e spese di amministrazione; le Assemblee di Dio in Italia utilizzano l’otto per mille esclusivamente per progetti culturali e di solidarietà, in Italia e all’estero.

Cosa può fare il cittadino. Innanzitutto una scelta oculata e informata, cercando così di ridurre al minimo l’ammontare delle scelte non espresse che condizionano tutto il meccanismo. Ognuno dei destinatari dell’otto per mille pubblica su internet le sue ‘intenzioni’, anche se molto spesso poco chiare e, soprattutto, non documentate. In secondo luogo, pretendere che vengano pubblicati in dettaglio i resoconti di impiego della cifra spettante. In terzo luogo, cercare di partecipare attivamente alle numerose inziative che – ad oggi senza alcun seguito – hanno cercato negli anni di abbattere un meccanismo discriminatorio che vede come beneficiario principale un solo soggetto, o almeno di far pressione per inserire nell’elenco delle destinazioni possibili voci di spesa fondamentali che lo Stato assottiglia sempre più. Una fra tutte, la ricerca scientifica, vessata da anni di tagli e riduzioni. Come se la salute e il progresso scientifico meritassero molta meno attenzione economica di quella elargita a piene mani dallo Stato ai luoghi di culto, per altro di una sola religione.

Cecilia M. CalamaniCronache Laiche


Rivoluzione in Grecia, l’Europa aiuta finanziariamente il governo e abbandona il popolo Greco

7 aprile 2010

In Grecia è rivoluzione, mentre nel resto d’europa e del pianeta? Tabula rasa! Perchè nascondere la lotta per la democrazia in Grecia? Meglio cieci, muti e sordi: ottima medicida mediatica sempre efficace? Non sempre! SVEGLIA!


http://www.pianetaterra.tv/


Gli scontri riportati con ritardo e superficialità dai media nazionali e internazionali.
In Grecia il governo trucca i bilanci, si dà alla finanza allegra, manda in pensione i lavoratori troppo presto e poi chiede aiuto allEuropa quando i mercati finanziari lo sfiduciano. In estrema sintesi è questa linterpretazione della crisi finanziaria greca che in questi giorni va per la maggiore. Gli economisti Alesina e Perotti, tra gli altri, la sostengono apertamente (Sole 24 Ore, 27 marzo). Questa lettura fa indubbiamente parte del senso comune. Essa tuttavia non coglie alcuni problemi di fondo che riguardano non solo il caso della Grecia ma lintero assetto della Unione monetaria europea.
“Sparire o farsi assorbire: è questo dunque il destino di tante imprese situate in Grecia, in Italia e nelle altre periferie del continente? Bisogna cioè rassegnarsi al fatto che la testa pensante del capitale europeo si concentrerà sempre di più in Germania e che i pigs rimarranno popolati solo da masse inermi di azionisti di minoranza e di lavoratori a basso costo? Nella sostanza è esattamente questo il futuro che ci riserva lattuale assetto dellUnione monetaria europea. La crisi economica rende però la situazione più dolorosa sul piano economico e quindi forse più accidentata sul terreno politico. Se una tangibile ripresa mondiale si facesse ancora attendere, i paesi deboli dellUnione potrebbero arrivare ad accarezzare lidea non soltanto di svalutare, ma anche di ridurre in modi più o meno surrettizi il grado di apertura internazionale dei loro mercati.
Impensabile appena pochi anni fa, una reazione del genere trova oggi più di un riscontro tra gli stessi imprenditori periferici ed è forse lunica mossa che potrebbe suscitare qualche dubbio a Berlino sulla aggressiva politica mercantilista fino ad oggi perpetuata dalla Germania. Sembra paradossale, ma il rilancio dellunità europea potrebbe scaturire proprio da una minaccia neo-protezionista avanzata da qualcuno dei pigs.”

Aiutiamo la Grecia! Aiutiamo il Pianeta per salvarsi dalle dittature!
βοηθήσει την Ελλάδα!
Aiutare la Grecia!

επιτευχθεί η δημοκρατία στην Ελλάδα
instaurare una democrazia in Grecia

Ευρωπαϊκών και των κοινοτήτων στον κόσμο να βοηθήσει την Ελλάδα!
Comunità europea e mondiale per aiutare la Grecia!


La Magistratura italiana al collasso. [(Febbraio 2010) - 1/2]

30 marzo 2010



http://www.pianetaterra.tv/

Questo video risulterà scioccante per tutti coloro che hanno a cuore la democrazia in Italia.
Altro mio ulteriore commento penso sia superfluo.
Buona Visione e Riflessione.

Con Amicizia e Rispetto
Maurizio Andrea.


Influenza A? Era di serie C

16 febbraio 2010

Uno studio americano ha definito il virus A “la più lieve pandemia della storia”, ma anche una della più fruttuose.

 Influenza A Terra

Anche questa volta ce l’hanno fatta a farci salire al febbre con “la pandemia più lieve della storia”. A definire così l’influenza A, nero su bianco, uno studio realizzato da alcuni dei più noti epidemiologi americani, tra cui Mark Lipstich, dell’università di Harvard, pubblicato nella rivista PLoS Medicine in dicembre. A chi, fin dai primi allarmi provenienti dal Messico, continua a ripetere che questa storia puzzava di esagerato, le parole degli scienziati statunitensi più che una conferma sono sembrate una beffa.
Proprio il governo americano, infatti, ha giocato un ruolo fondamentale nel far salire il livello d’allarme su scala planetaria, decretando lo stato d’emergenza. Fin dall’inizio era sembrata sospetta la fretta con cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva fatto salire l’allerta al livello massimo, ma, ad esempio, senza bloccare i voli aerei intercontinentali, né indicare altre misure particolarmente restrittive. Lo studio, che getta una nuova luce sugli effetti della pandemia, parte dalla conta dei morti: Leggi il seguito di questo post »


No nucleare, No allo sfruttamento del Popolo Sardo!

13 febbraio 2010



http://www.sardigna.eu/

Il Popolo Sardo si rifiuta di essere sfruttato e manipolato dal Governo italiano.
Il Popolo Sardo è stanco da anni di chiacchiere politiche che non portano a nulla, se non allo sfinimento e giuste proteste che gli operai Sardi denunciano da tantissimo tempo!
Il Governo italiano vorrebbe mettere una centrale nucleare anche in Sardegna.
Non basta lo sfascio di grandi industrie che hanno portato centinaia di famiglie a non potersi garantire un pasto al giorno; non basta aver spero centinaia di milioni di euro per la realizzazione faraonica del pseudo G8 che si doveva svolgere a La Maddalena.
E’ ora di dire basta! I politici facciano il loro mestiere: gli interessi dei cittadini e non l’inverso!
Scritto da: Maurizio Andrea (Indipendentista Sardo).

http://www.sardignanatzione.eu/


Sa Sartiglia [Oristano, Febbraio 2010]

13 febbraio 2010



http://www.sardigna.eu/

In Sardegna il carnevale più spettacolare e più coreografico è sicuramente
Sa Sartiglia” di Oristano.
Una giostra cavalleresca di antichissima tradizione in cui si sfidano audaci ed aitanti cavalieri.
Sa Sartiglia o Sartilla, come si diceva a Oristano, ha origini castigliane.
Deriva da Sortija, che a sua volta ha origine latine: sorticola, diminutivo di sors, fortuna, ma anche anello.
Nel significato c’è tutto il senso della gara, che è una corsa all’anello, alla stella, ma anche una festa dai mille simboli,
festa della magia, della prosperità e della miseria, del dolore e della speranza.
I tamburi rullano incessantemente, quando il cavaliere che indossa la maschera di un misterioso Dio impugna la spada e,
tenendola dritta davanti a sé, si leva in piedi sulla sella, mentre il cavallo sfreccia al galoppo sfrenato.
Subito dopo il boato del pubblico accompagna la punta della spada con la quale
Su Cumpoidori infilza la stella.
La gente lo acclama ed esulta davanti a quel trofeo mostrato con tanto orgoglio e vanto.

P.S.: Video tratto dal telegiornale Sardo (Videolina), del 12 Febbraio 2010.


HAITI EARTHQUAKE HELP

19 gennaio 2010


La situazione a Haiti sta purtroppo peggiorando di ora in ora.
La popolazione stanca insorge e crea dei sit down, saccheggia case e negozi.
Si lamentano della mancanza di aiuti alimentari e assistenza sanitaria;
si lamentano perchè dicono di essere stati sempre abbandonati dagli Stati Uniti D’America.


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